BOTTI DI CAPODANNO, CENTINAIA DI COMUNI ACCOLGONO L’APPELLO


31/12/2025

A poche ore dalla notte di Capodanno, centinaia di Comuni in tutta Italia hanno accolto l’appello del Codacons, adottando ordinanze e misure restrittive per limitare l’uso dei botti e tutelare la sicurezza dei cittadini, la salute pubblica e il benessere degli animali. Attualmente, la circolazione dei botti è destinata ad aumentare, spesso al di fuori delle regole. Il rischio concreto è che il bilancio più grave emerga, come ogni anno, il primo gennaio, quando si contano feriti, mutilazioni permanenti e, nei casi più estremi, vittime. Il Codacons richiama l’attenzione su un fenomeno strutturale e tutt’altro che episodico: il mercato illegale dei fuochi d’artificio, che continua ad alimentare un circuito sommerso ad altissimo rischio. Si tratta di ordigni spesso realizzati in ambienti clandestini, privi di qualsiasi standard di sicurezza, e immessi sul mercato attraverso canali informali e difficilmente tracciabili, anche mediante strumenti digitali. Si parla di materiali estremamente pericolosi, assemblati senza competenze tecniche e capaci di provocare conseguenze devastanti per le persone, gli animali e i beni. Secondo il Codacons, nonostante l’impegno delle forze dell’ordine e i numerosi sequestri effettuati negli ultimi anni, il fenomeno continua a manifestarsi con preoccupante continuità, rendendo indispensabile un’ulteriore intensificazione dei controlli sul territorio. Il Codacons chiede quindi di rafforzare l’azione di prevenzione e repressione, procedendo con sequestri mirati di tutto il materiale pirotecnico illegale che rischia di inondare città e Comuni nelle ore precedenti la mezzanotte, rivolgendo un ultimo appello d’intervento ai Comuni che non hanno ancora adottato provvedimenti. Le ordinanze, se accompagnate da controlli reali e visibili, possono infatti ridurre in modo significativo i rischi per la collettività.

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Una finestra aperta al dialogo con i cittadini
che consentirà agli operatori dell'associazione consumeristica di monitorare costantemente i servizi pubblici nel capoluogo pugliese.
Il comma 461 e la cultura e della partecipazione
Tale norma dà il via a una grande rivoluzione sociale e culturale, oltre che giuridica, perché afferma e impone (per la prima volta in Italia) la partecipazione attiva e diretta dei cittadini (individualmente e collettivamente intesi) ai processi che regolano e controllano l'erogazione dei servizi pubblici in ambito locale